domenica 10 agosto 2008

Tormento ed estasi.

"Gli vedevo nelle mani un lungo dardo d'oro, che sulla punta di ferro mi sembrava avere un po' di fuoco.
Pareva che me lo configgesse a più riprese nel cuore, così profondamente che mi giungeva fino alle viscere, e quando lo estraeva sembrava portarselo via lasciandomi tutta infiammata di grande amore [...].
Il dolore della ferita era cosi vivo che mi faceva emettere dei gemiti, ma era cosi grande la dolcezza che mi infondeva questo enorme dolore, che non c’era da desiderarne la fine, né l'anima poteva appagarsi [...].
Non è un dolore fisico, ma spirituale, anche se il corpo non tralascia di parteciparvi un po', anzi molto.
È un idillio cosi soave quello che si svolge tra l'anima e Dio, che io supplico la divina bontà di farlo provare a chi pensasse che io mento..."
Estasi? Orgasmo? Sogno? Incubo (questo mi pare improbabile)?
Non è un passo tratto da un romanzo rosa, seppure l'erotismo che si sprigiona è evidente.
La risposta si trova nella chiesa di Santa Maria della Vittoria a Roma.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Caro mio,

la risposta non si trova neppure li', visto che da secoli si dibatte il problema....

L'estasi è estasi comunque e chi ci dice che quella che proviamo quando FACCIAMO L'AMORE (non sesso come esercizio fisico, per quello c'è la palestra) non sia un modo per avvicinarci a Dio, visto che lui ci ha fatto dono della possibilità del piacere?

che vuoi? io sono una romanticona e pure credente ;-)

Alex

un alfredo a caso... ha detto...

Io invece sono un gran sporcaccione (a volte romantico) e sempre meno credente!