sabato 26 aprile 2008

L'Italia che vorrei

Ho letto solo ieri sul Vanity Fair di qualche settimana fa un passo del libro di Salvatore Giannella, Voglia di cambiare, che riportava alcuni <> di Enzo Biagi. Li ricopio pari pari perché mi sembrano i sogni che molti di noi sperano si avverino (ho usato bene il congiuntivo?).
Io mi auguro che l'Italia possa finalmente diventare un Paese normale,
un Paese in cui
sia abolita la doppiezza.

Un Paese normale dove non si interpellino
i divi della televisione per conoscere il loro
parere su qualsiasi argomento, dalla solitudine
dell'uomo all'allevamento dei canarini.

Un Paese normale è un Paese in cui l'unico punto di riferimento
non è la geografia con i suoi confini, ma la legge uguale per tutti.

Un Paese normale è quello in cui per stare a galla, per affermarsi,
non bisogna più far parte del gruppo, avere il sostegno delle corporazioni.
(...) E' quello in cui non c'è spazio
per il grande tormento di oggi, che è l'apparire.

Un Paese normale, un'Europa normale, un mondo normale,
è quello in cui i bambini
finiscono le loro giornate in un lettino,
con le lenzuola che profumano di pulito.

Questo invece, è il mio sogno: Spero che un giorno almeno qualcuno di questi sogni si avveri.

lunedì 21 aprile 2008

Pomeriggio sull'Appia Antica



Oggi pomeriggio, dopo aver dormito 4 ore per riprendermi da turno di notte, dopo un ottimo pranzetto a base di pasta agli asparagi, vino, salumi, formaggi e fichi d'india, sono andato con Giovanni al Parco dell'Appia antica.
A piedi da casa mia fino a largo Preneste, caffè al bar, autobus 409 fino ad Arco di Travertino, un altro autobus (660) fino al capolinea (Cecilia Metella) proprio sull'Appia.
Ogni pietra dell'antico tracciato tarsmetteva Storia: i marmi trafugati e ricollocati, magari utilizzati come pietra da costruzione delle ville e delle abitazioni di qualche nababbo. Che un poco invidio.....
La gente che abbiamo incontrato mi sembrava molto serena, si godeva sia la giornata di sole che la tranquillità e l'amenità del luogo.
Pensare di veder pascolare un gregge di pecore, o il nido abbandonato da qualche famiglia di volatili, oppure sentire i versi di un tacchino e quelli di un fagiano a due passi da Roma è stata una bella e inaspettata scoperta.
Ho proposto a Giovanni, che fa il botanico, un lavoro di ricerca su questo percorso.
Sarebbe interessante, secondo me, studiare i soggetti floreali scolpiti nel marmo dei fregi delle tombe che costeggiano l'Appia antica, cercare di individuarne le specie, risalire ad antiche simbologie e credenze, scoprirne eventuali usi officinali o semplicemente decorativi.
Il tutto al fine di creare un opuscolo didattico per grandi e piccoli capace di stuzzicare la curiosità per la Storia attraverso le piante.
Al complesso di Cecilia Metella, che comprende sia il maestoso sepolcro di questa matrona romana (probabilmente uccisa dal marito, che per sviare i sospetti da sè e su consiglio di un avvocato Taormina del tempo, lo fece erigere) che il castello Caetani, ci siamo arrivati al tramonto quando la luce crepuscolare sui bianchi marmi produce effetti fantastici e romantici, nel senso "romantico" di Sturm und Drang.
Io e il Giovanni ci siamo chiesti se la chiesetta di fronte al complesso fosse tardo romanica o già gotica. Abbiamo dibattuto sul rosone, sul campanile, sulle finestre a sesto acuto e a tutto sesto, bifore comprese, ma non ne siamo venuti a capo, il giusto compromesso a cui siamo giunti è stato: si tratta sicuramente di tardo romanico/"presto" gotico.
L'unica nota negativa: incontriamo una coppia di fidanzati (?), lei a terra e lui che la riprende col telefonino, probabilmente ubriachi entrambi nella migliore delle ipotesi, che ad un certo punto cominciano a darsele di santa ragione: con la coda dell'occhio vedo lui che la atterra nuovamente con un colpo ai fianchi.
La ragazza (abbiamo scoperto chiamarsi Cecilia) stramazza al suolo, batte la testa e comincia a chiedere aiuto. Ci avviciniamo in quattro, un signore lì presente chiama un'ambulanza (mai arrivata), cerchiamo di capire se riesce a muoversi e cosa sia successo; ha un labbro e il viso gonfi. Il ragazzo, si chiama Giovanni (occhi iniettati di sangue, probabilmente a causa di un trauma al naso, che è vistosamente bendato), minimizza dicendo: <<Tranquilli, non è niente, è lei che esagera! E' 'natleta!>> ci allontaniamo spostandoci sulla strada per aspettare l'ambulanza. La ragazza, Cecilia, si rialza, cerca di lavarsi il viso, poi sferra un debole attacco e se ne va dicendo che sarebbe tornata a casa.... Il ragazzo, Giovanni ringrazia, raccatta la sua mountain bike, spolvera la sua giacca di lino marrone con la tasca strappata e si allontana dicendo: <<Grazie,ora arriva mio padre e la riaccompagna a casa, tanto abitiamo qua dietro.>>
A me sembrano ciucchi entrambi. Ripenso all'invidia che ho provato vedendo le ville e dico a me stesso: <>
Non certo ricco, senza dubbio, ma sobrio al punto giusto per ubriacarmi solo della mia serenità

domenica 20 aprile 2008

www.fotografiafestival.it


Ieri, questa volta mi riferisco proprio allo ieri 19 aprile, sono andato insiema ad anca e a Francesca (due amiche fotografe) al Museo di Roma in Trastevere a vedere una mostra (più di una in realtà, ma all'interno dello stesso complesso) nell'ambito del Fotografia Festival Internazionale di Roma.
La prima mostra che ci siamo trovati davanti era Solo in Italia, tanti fotografi (Lorenzo Cicconi Massi, Francesco Cocco, Daniele Dainelli) e tante situazioni: dalle diverse realtà religiose in alcune città italiane, alle bellissime foto in bianco e nero delle affollate o deserte piazze marchigiane; dalle meno interessanti (ma questo è un mio personalissimo giudizio) immagini della provincia veneta (solo una foto mi ha particolarmente incuriosito, un interno di una fabbrica di macchine agricole), agli spaccati molto chiari, quasi sovraesposti, del mio amato Sud catturati dall'obiettivo di Massimo Siragusa. Una didascalia mi ha colpito "parlava" della presunta immortalità dell'ulivo e così finiva... "non bisogna credere troppo all'immortalità, altrimenti si offende il presente".
Due salette interne ospitavano: "Guinea, abitare Conakry" bellissimi colori e luci di Giuliano Matteucci e "Primero Dios!" la povertà a El Salvador vista negli occhi dei suoi abitanti e dall'obiettivo di Riccardo Venturi. Il pannello iniziale, ricordando il sacrificio di Mons. Romero (altro che le erudite missioni all'Onu del vecchio professore-pastore tedesco a cui Rai Uno dedica tutto il pomeriggio di diretta, inclusi gli ossequi di tutti i dipendenti delle Nazioni Unite alla Sacra Rossa Pantofola), riportava queste parole: "Il Vangelo come difesa dei poveri, come famiglia di per i senza famiglia, una alternativa concreta alla violenza di un mondo che sembra fatto sempre di orfani [...]". Fotografie meravigliose e Tema con la "t" maiuscola.
"BURMA - Between Us Remember Me Always" alcune immagini molto interessanti, delicati e forti squarci di vita (non tanto) quotidiana in Birmania, scolpiti nei fotogrammi di Orit Drori. Mi ha colpito la foto della Marylin, probabilmente un bellissimo travestito.
Ho trovato inquietanti e fastidiose, invece, le fotografie, sicuramente pregevoli di "Tokio in Eclisse" di Daniele Dainelli. Sono quasi fuggito dalla sala che le ospitava.
Nel complesso bella mostra.
Le prossime che visiterò probabilmente saranno:
"Cronache del quotidiano - Fotografie e film" di David Perlov e "Passanti" di Rossella Bellusci, entrambe alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna.

Ora mi dedico alla registrazione sul sito www.zoneattive.it

"La Guerra spiegata ai Poveri"


Ieri, per capirci la sera del 18 aprile (quindi l'altro ieri), sono stato al teatro Argostudio insieme a Giovanni, Anca, Morena ed Augusto a vedere “La guerra spiegata ai poveri”, un testo di Ennio Flaiano straordinariame attuale visto sia l'aumento dei conflitti che il piacere dei potenti a promuoverli (o ad insabbiarli). Molto bravi i protagonisti: soprattutto il Presidente (Massimiliano Benvenuto) e il Cantastorie-Usciere (Toni Fornari), anzi molto bravi tutti, da Francesco Frangipane (che ne ha curato anche l'adattamento e la regia) a Vanessa Scalera, dal "Cardinale" al "Generale" al "Ministro" ognuno con le sue caratteristiche.

Le cose che mi hanno inquietato, ovviamente buttando un occhio alla realtà: la disinvoltura dei potenti nel parlare di guerra, di vantaggi economici, la superficialità nel contare le vittime, la capacità di presentare questo piatto di cicuta come la più rinfrescante e salutare insalata. L'epitaffio che chiede il fantasma del giovane caduto <<nel caso in cui dovreste trovare il mio povero corpo>> fa riflettere: "FU CONVINTO CON LE BUONE".

Fa riflettere.

Nel ridotto (molto molto ridotto, viste le dimensioni del teatro) un banchetto di Emergency, compro una maglietta e prendo del materiale informativo....

mercoledì 9 aprile 2008

Questa acqua è proprio cara

L'altro giorno gironzolavo per la città alla ricerca del regalo di compleanno più adatto al mio amico Alessandro. Parlo di un'impresa non da poco visto che per trovare il regalo giusto devo tener conto dei seguenti elementi (non poco trascurabili):
- Alessandro è molto fashion;
- la casa di Alessandro è altrettanto fashion;
- Alessandro non apprezzerebbe un regalo acquistto a caso;
- il budget è limitato;
- siamo in cinque a fare il regalo (io, Anca, Stefanuccio, Daniele e Cristina) e vorremmo evitare l'effetto: <<mettiamo i soldi insieme, Tizio li raccoglie, Caio compra il regalo, tanto di lui ci fidiamo, così risparmiamo e non ci sbattiamo in giro>>.
Ero, quindi così assorto nei miei pensieri, quando mi imbatto nel piccolo Aquastore del Forum Termini. Si tratta del primo STORE dedicato alla diffusione, conoscenza e commercializzazione dell'Acqua Minerale [...] si propone di offrire al pubblico la possibilità di scegliere la marca di acqua minerale preferita o di effettuare [...] una valutazione più consapevole nel panorama attuale per decidere con cognizione quale tipo di proprietà minerali caratterizzano un'acqua rispetto ad un'altra.
In poche parole è un negozio che vende bottiglie d'acqua!
In vetrina vedo un grazioso cofanetto (simile a quello della foto) che attira la mia attenzione. Entro nello STORE pensando di aver trovato una graziosa idea regalo e chiedo alla commessa: <<Scusi, quanto costa il cofanetto in vetrina?>> Un fiume (di parole) in piena mi travolge: <<Si tratta di un'acqua minerale veramente esclusiva bla bla bla è stata realizzata in edizione limitata bla bla Hollywood la adora bla bla bla la bottiglia è alquanto preziosa bla e poi gli Swarovski incastonati bla bla bla noti la lavorazione...... la qualità dell'acqua è eccezionale, viene imbottigliata direttament nel Tennessee bla bla......>>
mentre lei parlava io pensavo: <>
<<........dicevamo il prezzo: la bottiglia grande da un litro costa 100 euro, quella piccola da 750 ml soli 80 euro mentre il cofanetto che piace a lei, composto da due bottiglie piccole viene 160>>
Rapido calcolo mentale:
- la bottiglia è (discutibilmente) fashion;
- la cifra rientra nel budget (160:5=32);
- non si tratterebbe di un regalo comprato a caso (o riciclato) ma di un'idea simpatica e non convenzionale;
Risultato: acquistabile!
Poi penso........

"L'acqua non potabile, la carenza di servizi sanitari di base e di igiene ogni anno tolgono la vita per diarrea acuta a più di un milione e mezzo di bambini sotto i cinque anni. Nel rapporto Progress for Children di settembre 2006 l'UNICEF valuta se il mondo stia realizzando il settimo Obiettivo di Sviluppo del Millennio che punta a dimezzare entro il 2015 il numero di persone che non hanno accesso ad acqua sicura e a servizi igienici di base."
Io non credo che si stia per raggiungere questo obiettivo così come non credo che ci si stia impegnando molto a livello politico ed internazionale.
Visto che la data del 2015 coincide con l'Expo da poco assegnato a Milano sarebbe un bel sogno che venisse comunicato il raggiungimento di tale obiettivo proprio a Milano.
Sperare non costa nulla, usare le risorse idriche (ed energetiche) con coscienza, neppure, intanto abbiamo deciso di comprare per il nostro fashion-amico un vaso di terracotta molto bello.

mercoledì 2 aprile 2008

All American Ads of the 80's

Finalmente dopo tanto girovagare sono riuscito a trovare il libro simbolo della mia generazione (di Heimann Jim - Editore Taschen) il titolo si desume dal titolo stesso del post. All'interno si trova di tutto: bellissimo materiale pubblicitario corredato da didascalie che stimolano sia i ricordi che la nostalgia per quegli anni vissuti forse non al massimo, ma sicuramente con la consapevolezza che qualcosa stava per cambiare o esplodere.
Come dice una delle tante recensioni che ho trovato sulla rete: "I primi anni '80 non facevano presagire niente di buono: la fine della guerra fredda, crimine e inflazione alle stelle, la star Ronald Reagan eletta presidente che indice una guerra stellare per conto proprio. Invece furono gli anni della generazione yuppi, del cubo di Rubik, delle maratone al Trivial, un'epoca caratterizzata da tantissime icone di stile."
Non vedo l'ora di tornare a casa domani, lo sfoglierò con cura, cercando nella memoria ricordi e momenti passati, accarezzandone le pagine con affetto pensando ad una infantile adolescenza che ancora (a volte) non mi abbandona.

martedì 1 aprile 2008

I 101 siti più utili al mondo.


Leggo solo stanotte (sì, sto facendo ancora le notti) seppure la notizia sia apparsa sul sito del Telegraph il 30 marzo scorso, un simpatico (e utile?) elenco, con relativi rimandi, dei 101 siti più utili al mondo, suddivisi per categorie, per facilitare le ricerche:


Nel caso si voglia controllare di persona il contenuto dell'articolo, il link è questo:


Per quanto mi riguarda farò un bel giro panoramico delle categorie, per controllare se tra quelli indicati ce n'è qualcuno di cui usufruisco o per conoscerne altri nuovi.

Comincio l'indagine.