Si è svolto a maggio il XXIV Salone Internazionale del Libro di Torino. Un successo, con i suoi 315 mila visitatori. Snoccioliamo subito qualche numero interessante: 1500 espositori, di cui 123 nuovi espositori che debuttano al Salone.Una delle novità di quest'anno e stata l'utilizzo del padiglione Oval, nato per ospitare le gare di Pattinaggio di Velocità nelle Olimpiadi invernali del 2006 ed ora utilizzato come spazio polivalente coperto. La struttura, bellissima e grandissima, 20.000 mq, ha ospitato tra gli altri, il Bookstock Village, dedicato ai giovani lettori, la fantastica mostra "1861-2011. L'Italia dei libri", l'area "Lingua Madre" e la Sala Regioni.Paese ospite d'onore quest'anno è stato la Russia, con un grande stand stile anfiteatro "a fetta unica" dove sono stati presentati sia i grandi testimoni della letteratura del Novecento che i nuovi autori emergenti. Non era chiaro il ruolo dei due bellimfusti (belli e fusti) vestiti da preti ortodossi, con lunga tonaca, cappello, grande catenaccio crocemunito e valigetta 24ore che faceva tanto KGB che hanno presenziato la cerimonia di apertura dello stand, tra champagne e personalità.
Peccato che tutto fosse raccontato, scritto, parlato rigorosamente in russo...
Il mio mese di corso base è servito a poco: non ho capito nulla delle interessanti cose che sono state raccontate circa i cambiamenti in atto in quel grande protagonista della scena geopolitica mondiale.Stesso discorso per lo stand del Paese special guest del Salone, la Palestina. L'immagine di Arafat campeggiava ovunque, la bandiera palestinese pure, libri dappertutto; pur non essendo riuscito a leggere nulla, appariva evidente quanto sia ricco il panorama letterario di questo giovane antico Paese. Per quanto riguarda l'International Book Forum, le Invasioni Mediatiche e tutto quanto non detto e/o visto vi rimando al sito salonelibro.it, infatti pur correndo in lungo e in largo per i vari padiglioni c'era troppo da vedere, ascoltare, sfogliare, toccare. Mai ho invocato il dono dell'ubiquità come in quei giorni.
1861-2011. L'Italia dei Libri
Questa grande mostra, curata da Gian Arturo Ferrari e allestita dallo Studio Dedalo e dall'architetto Venegoni, mi ha lasciato senza parole, non tanto per l'organizzazione degli spazi, ma per lo spirito patriottico sui generis che emanava e per gli spunti delicati e forti che offriva. Del resto l'idea della storia di un Paese, ovviamente il nostro, fra le pagine dei libri, del lavoro degli editori, dei tipografi, è originale: attraverso un percorso a spirale vengono offerti cinque diversi temi.
150 Grandi Libri: dal 1861 al 2011 le 150 opere letterarie, scelte tra tantissime altre, che hanno segnato la storia dell'Italia e che ci hanno resi man mano più italiani.
15 SuperLibri: attraverso un percorso sensoriale che ha interessato buona parte dei cinque sensi, agevolato da totem e installazioni, fanno la loro comparsa i libri su cui l'Italia si è fondata, divisa e poi unita nuovamente. Da brivido l'ascolto di "Se questo è un uomo" di Primo Levi, emozionanti le immagini del film di Comencini tratto dalla favola di Collodi e quelle di Don Camillo nella pellicola di Duvivier, è stato un po' un ritorno all'infanzia. E poi i 15 protagonisti della letteratura, della poesia, della critica, della filosofia; gli Editori che hanno permesso tutto questo e i Fenomeni editoriali che hanno fatto sognare gli italiani e le italiane, i romanzi rosa di Liala, i gialli Mondadori, la Treccani. Una chicca nostalgica (per i nostri genitori): il banco a due posti e la lavagna a fogli per imparare l'alfabeto e a far di conto. Mi ha colpito una frase di Victor Hugo: "Chi apre una scuola, chiude una prigione", è il caso di farlo sapere al ministro Gelmini? Sarebbe un modo per aiutare la scuola pubblica permettendo al leader del suo partito di non finire in gattabuia.
Bookstock Village
Spazio dedicato ai giovani lettori, con laboratori di lettura e di scrittura, lezioni di blogging, incontri con scrittori tra scienza, letteratura, poesia e fiabe. Ho assistito ad uno dei laboratori dedicato ai bambini dai 4 anni: il Laboratorio Nati per Leggere. In viaggio con le Fiabe italiane di Italo Calvino, a cura delle Biblioteche Civiche Torinesi con i volontari del Servizio Civile Nazionale. I ragazzi raccontavano ad una platea di bambini, alcuni attenti, altri trattenuti con paterna/materna forza dai genitori, le fiabe della raccolta curata da Calvino.
Ho partecipato a questa attività per puro omaggio ad una mia amica che vive in Danimarca e alla fine sono rimasto a incantato, seduto a gambe incrociate e a naso in su a pendere dalle labbra di quattro giovani lettori.
Lingua Madre
Si tratta di una vera e propria arena dedicata agli scambi linguistici e culturali tra i popoli stranieri e l'Italia e viceversa, ma soprattutto porta la nostra attenzione sugli scrittori italoamericani, attraverso le pagine delle loro opere si compie quella magnifica scoperta e a volte riscoperta di gesti antichi, del valore di piccoli oggetti acquistati magari in un bazar e di grandi storie. Un ruolo importante, proprio in occasione dei 150 anni dell'Unità d'Italia, è stato dedicato al rapporto tra la lingua nazionale e i dialetti locali italiani.
Area Incubatore
Interessante lo spazio chiamato "Area Incubatore" dove nuove realtà editoriali (da meno di due anni sul mercato) hanno la possibilità di proporre stili, prodotti e idee "incubate" nel corso dell'anno e pronte a venire alla luce.
Lì ho assistito alla presentazione del libro "2025 Blackout. Una storia possibile" edito da Edizioni della Sera. Renato Riva, l'autore, insieme a Sivia Cravotta, giornalista romana di Dnews, ci hanno raccontato le vicende del giovane protagonista del romanzo, ambientato tra la Corsica (pulita) e l'Italia (nuclearizzata), impegnato in una lotta senza quartiere contro i poteri forti che controllano il sistema energetico italiano nel 2025, appunto.
Un'occasione di dibattito e confronto sul tanto discusso tema del nucleare.Giulia Cerino di Espressonline scrive a proposito di questo libro: "Un giovane, un incubo e un viaggio possibile nell'Italia nucleare del 2025. Una previsione del futuro tra contraddizioni, individualismo, sistemi di potere e un rischio: che la nostra penisola marcisca. Ma anche la penna di un italiano ottimista come Renato Riva che continua a sperare nel sogno di un Belpaese finalmente "normale".
Narioca Press
Grande effetto ha avuto il caso della "casa editrice" Narioca Press, guardare per credere: www.nariocapress.com
Sorpresa
Ho trovato finalmente e fortuitamente un libro che inseguivo da anni e del quale avevo perso ogni traccia. Il bellissimo "I doni del corpo" di Rebecca Brown edito da Il dito e la luna. Oggi in tram leggendo l'ultimo capitolo non sono riuscito a trattenere le lacrime. Del resto un libro che parla della pietà, della pietà ai tempi dell'AIDS, quello delle origini, degli ultimi anni Ottanta e dei primi Novanta, quello che non lasciava scampo, non può non lasciare un segno, profondo e doloroso come una cicatrice ancora fresca.
Shopping
Libri, ovviamente, e una coccarda tricolore che ho appuntato sulla mia camicia al lavoro. Piccola nota: gli stranieri la fotografano e mi chiedono come mai la indossi. Gli italiani ironizzano: ma oggi gioca l'Italia? O tranquillamente la ignorano.
Ecco forse perché siamo arrivati a questo...
[pubblicato su Sfogliamento.it di giugno]
Peccato che tutto fosse raccontato, scritto, parlato rigorosamente in russo...
Il mio mese di corso base è servito a poco: non ho capito nulla delle interessanti cose che sono state raccontate circa i cambiamenti in atto in quel grande protagonista della scena geopolitica mondiale.Stesso discorso per lo stand del Paese special guest del Salone, la Palestina. L'immagine di Arafat campeggiava ovunque, la bandiera palestinese pure, libri dappertutto; pur non essendo riuscito a leggere nulla, appariva evidente quanto sia ricco il panorama letterario di questo giovane antico Paese. Per quanto riguarda l'International Book Forum, le Invasioni Mediatiche e tutto quanto non detto e/o visto vi rimando al sito salonelibro.it, infatti pur correndo in lungo e in largo per i vari padiglioni c'era troppo da vedere, ascoltare, sfogliare, toccare. Mai ho invocato il dono dell'ubiquità come in quei giorni.
1861-2011. L'Italia dei Libri
Questa grande mostra, curata da Gian Arturo Ferrari e allestita dallo Studio Dedalo e dall'architetto Venegoni, mi ha lasciato senza parole, non tanto per l'organizzazione degli spazi, ma per lo spirito patriottico sui generis che emanava e per gli spunti delicati e forti che offriva. Del resto l'idea della storia di un Paese, ovviamente il nostro, fra le pagine dei libri, del lavoro degli editori, dei tipografi, è originale: attraverso un percorso a spirale vengono offerti cinque diversi temi.
150 Grandi Libri: dal 1861 al 2011 le 150 opere letterarie, scelte tra tantissime altre, che hanno segnato la storia dell'Italia e che ci hanno resi man mano più italiani.
15 SuperLibri: attraverso un percorso sensoriale che ha interessato buona parte dei cinque sensi, agevolato da totem e installazioni, fanno la loro comparsa i libri su cui l'Italia si è fondata, divisa e poi unita nuovamente. Da brivido l'ascolto di "Se questo è un uomo" di Primo Levi, emozionanti le immagini del film di Comencini tratto dalla favola di Collodi e quelle di Don Camillo nella pellicola di Duvivier, è stato un po' un ritorno all'infanzia. E poi i 15 protagonisti della letteratura, della poesia, della critica, della filosofia; gli Editori che hanno permesso tutto questo e i Fenomeni editoriali che hanno fatto sognare gli italiani e le italiane, i romanzi rosa di Liala, i gialli Mondadori, la Treccani. Una chicca nostalgica (per i nostri genitori): il banco a due posti e la lavagna a fogli per imparare l'alfabeto e a far di conto. Mi ha colpito una frase di Victor Hugo: "Chi apre una scuola, chiude una prigione", è il caso di farlo sapere al ministro Gelmini? Sarebbe un modo per aiutare la scuola pubblica permettendo al leader del suo partito di non finire in gattabuia.
Bookstock Village
Spazio dedicato ai giovani lettori, con laboratori di lettura e di scrittura, lezioni di blogging, incontri con scrittori tra scienza, letteratura, poesia e fiabe. Ho assistito ad uno dei laboratori dedicato ai bambini dai 4 anni: il Laboratorio Nati per Leggere. In viaggio con le Fiabe italiane di Italo Calvino, a cura delle Biblioteche Civiche Torinesi con i volontari del Servizio Civile Nazionale. I ragazzi raccontavano ad una platea di bambini, alcuni attenti, altri trattenuti con paterna/materna forza dai genitori, le fiabe della raccolta curata da Calvino.
Ho partecipato a questa attività per puro omaggio ad una mia amica che vive in Danimarca e alla fine sono rimasto a incantato, seduto a gambe incrociate e a naso in su a pendere dalle labbra di quattro giovani lettori.
Lingua Madre
Si tratta di una vera e propria arena dedicata agli scambi linguistici e culturali tra i popoli stranieri e l'Italia e viceversa, ma soprattutto porta la nostra attenzione sugli scrittori italoamericani, attraverso le pagine delle loro opere si compie quella magnifica scoperta e a volte riscoperta di gesti antichi, del valore di piccoli oggetti acquistati magari in un bazar e di grandi storie. Un ruolo importante, proprio in occasione dei 150 anni dell'Unità d'Italia, è stato dedicato al rapporto tra la lingua nazionale e i dialetti locali italiani.
Area Incubatore
Interessante lo spazio chiamato "Area Incubatore" dove nuove realtà editoriali (da meno di due anni sul mercato) hanno la possibilità di proporre stili, prodotti e idee "incubate" nel corso dell'anno e pronte a venire alla luce.
Lì ho assistito alla presentazione del libro "2025 Blackout. Una storia possibile" edito da Edizioni della Sera. Renato Riva, l'autore, insieme a Sivia Cravotta, giornalista romana di Dnews, ci hanno raccontato le vicende del giovane protagonista del romanzo, ambientato tra la Corsica (pulita) e l'Italia (nuclearizzata), impegnato in una lotta senza quartiere contro i poteri forti che controllano il sistema energetico italiano nel 2025, appunto.
Un'occasione di dibattito e confronto sul tanto discusso tema del nucleare.Giulia Cerino di Espressonline scrive a proposito di questo libro: "Un giovane, un incubo e un viaggio possibile nell'Italia nucleare del 2025. Una previsione del futuro tra contraddizioni, individualismo, sistemi di potere e un rischio: che la nostra penisola marcisca. Ma anche la penna di un italiano ottimista come Renato Riva che continua a sperare nel sogno di un Belpaese finalmente "normale".
Narioca Press
Grande effetto ha avuto il caso della "casa editrice" Narioca Press, guardare per credere: www.nariocapress.com
Sorpresa
Ho trovato finalmente e fortuitamente un libro che inseguivo da anni e del quale avevo perso ogni traccia. Il bellissimo "I doni del corpo" di Rebecca Brown edito da Il dito e la luna. Oggi in tram leggendo l'ultimo capitolo non sono riuscito a trattenere le lacrime. Del resto un libro che parla della pietà, della pietà ai tempi dell'AIDS, quello delle origini, degli ultimi anni Ottanta e dei primi Novanta, quello che non lasciava scampo, non può non lasciare un segno, profondo e doloroso come una cicatrice ancora fresca.
Shopping
Libri, ovviamente, e una coccarda tricolore che ho appuntato sulla mia camicia al lavoro. Piccola nota: gli stranieri la fotografano e mi chiedono come mai la indossi. Gli italiani ironizzano: ma oggi gioca l'Italia? O tranquillamente la ignorano.
Ecco forse perché siamo arrivati a questo...
[pubblicato su Sfogliamento.it di giugno]

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