mercoledì 15 giugno 2011

Barcellona on the road: secondo giorno

Mi sveglio alle 8, mezz'ora prima della sveglia, una doccia tonificante, sistemo la borsa e scendo per pagare: buon compleanno! Mi accoglie così il proprietario dell'ostello e sua mamma, buon inizio! Pago e chiedo indicazioni per arrivare a Barcellona in autobus e per Portlligat, solo 1 km a piedi. Faccio colazione in un forno in piazza e mi avvio per questa stradina in salita che culmina con la chiesetta ermita de Sant Baldiri del XVIII, comincia la discesa e appare la baia...e il piccolo Borgo. Il museo apre alle 10 scopro che bisognava prenotare. Nel frattempo faccio una passeggiata lungo la costa sulla scogliera e torno al museo. Compro il biglietto, entro e resto a bocca aperta di fronte il talento e le pazze idee di questo artista... Dalì è il re dei geni folli! E l'amore per la moglie Gala traspare in ogni piccolo dettaglio. Cambio idea vado a Figueres. Un panino, controllo la posta visito la Iglesia de Santa Maria e vado a prendere il bus. All'autostazione sperimento la prima toeletta (lavaggio faccia, denti) on the road. Alle 14.30 si parte, dopo un'ora arrivo a Figueres, lascio il borsone al deposito bagagli della Sarfa, acquisto il biglietto della Renfe per Barcellona e mi avvio verso il Teatro Museo di Dalì. Lo raggiungo facilmente chiedendo spiegazioni nel mio semplice italiano e ricevendole in un limpido castigliano (per fortuna solo una vecchietta incontrata sulla Rambla continuava imperterrita a parlare catalano). Prima entro nella Iglesia di San Pere, bella come piace a me: spoglia, con volte a crociera, in pietra, vetrate a profusione e canto gregoriano d'ordinanza in sottofondo. Il museo è indescrivibile, qui la geniale follia e l'amore per Gala, la sua Reine, raggiunge l'apoteosi. Una cosa assolutamente da vedere prima di morire!
Finita la visita passeggio un po' a zonzo e sulla Rambla comincio a chiacchierare con un vecchietto seduto alla mia stessa panchina, mi parla di politica, della sua vita da emigrato alle Canarie, della vecchietta di cui sopra che non vuole fidanzarsi con lui, degli immigrati e delle immigrate che cercano marito per comprare una macchina nuova :) e della sua speranza di vincere la lotteria che questa settimana avrà ben due estrazioni! Ci salutiamo, mi infilo in un supermercato: compro un vino per Mauricio, tre banane per me, due bottigliette d'acqua e mi dirigo verso la stazione. Lì mi accorgo che una bottiglia ha un foro, memore di certa vecchia cronaca la butto nella spazzatura insiemei agli equivalenti 26 cents e aspetto il treno leggendo di come una parte dell'élite intellettuale mondiale difenda impunemente Dsk nella faccenda del presunto (probabile?) stupro.
Il treno intanto è arrivato in anticipo ed è partito puntuale. Mi sento come la Manuela di Almodovar di ritorno nella sua città, non sento però il sottofondo di Ismael Loo... anzi lo metto, ce l'ho nello shuffle. Arrivo previsto: 22:14 a Barcellona Passeig de Gràcia. Scendo dal treno, prendo la metro e scendo a Liceu esco sulla Rambla e chiedo per quella di Raval. Un cameriere indiano mi dice di girare a destra e poi sputa a terra, meno male che non avevo fame. Seguo l'indicazione e appena giro l'angolo mi appare una corte dei miracoli mai vista prima, chiedo conferma dell'indicazione ad una ragazza, genere la protagonista di Uomini che odiano le donne, mi conferma todo recto e continuo. Percorro una strada "vicolo Santa Lucia" (chi è di Cosenza capirà) molto affollato. Non oso chiedere info e proseguo. Finalmente arrivo al Gato di Botero e raggiungo il mio ospite al lavoro. Con Mauricio decidiamo di cenucchiare, incontrandoci con due suoi amici, Pablo e Jordi; mangiamo un'insalata di pollo e un caffé in un posto chiamato: la Luna di Istanbul e poi andiamo a fare una passeggiata per l'Eixample, beviamo un vino in un locale e poi tutti a nanna, nelfrattempo sono già le 3 di mattina...

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