Non potevo mancare all'apertura straordinaria del MACRO (Museo d’Arte Contemporanea Roma), visto che per la riapertura definitiva bisognerà aspettare la fine dei lavori in corso (alcuni dicono aprile 2010).
Suggestiva l'installazione di Arthur Duff dal titolo: “Love Letters”. Una "proiezione laser che inciderà profondamente sull’identità e l’aspetto degli spazi del Museo".
In una delle sale del primo piano ho ammirato l’opera inedita “Where the Bees Suck, There Suck I” di Hema Upadhyay, una spettacolare e grandiosa installazione che riporta al dramma della sovrappopolazione in India e in tutto il continente indiano.
Piacevole sorpresa incontrare il Tognarini.

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