Mi viene in mente una battuta fuori luogo (?): "Se l'amore è cieco, il matrimonio ti apre gli occhi". Ho visto "L'amante inglese" di Catherine Corsini oggi pomeriggio nella saletta piccola del Quattro Fontane, una pellicola essenzialmente asciutta e senza fronzoli che mira dritto al petto [é proprio il caso di dirlo].Mi ritrovo nelle parole di Lietta Tornabuoni de La Stampa: "[...] Con un minimo scarto, la regista Corsini arriva a trasformare un adulterio come tanti in uno specchio sociale, nell'immagine di una schiettezza inglese, d'un meschino senso di proprietà francese, nella previsione di non facile felicità per gli amanti".

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