venerdì 12 febbraio 2010

"Amabili resti" di Peter Jackson

Il film di Peter Jackson mi è piaciuto seppure non mi abbia particolarmente entusiasmato. Per fortuna non ho letto il libro della Sebold, altrimenti, ne sono certo, il giudizio sarebbe stato decisamente negativo. Del resto anche Jackson ne è consapevole, ammettendo che "adattare un romanzo per il cinema significa necessariamente semplificare e ridurre".
Non amo particolarmente le ambientazioni New Age [alla "Al di là dei sogni" di Vincent Ward, per intenderci] seppure molto suggestive, rilassanti e rassicuranti di un meraviglioso paradiso/vita dopo la morte che non esiste (secondo me); seppure questi momenti di sogno che la protagonista vive nel suo "luogo di mezzo" sono ad un certo punto della narrazione importanti per capirne l'evoluzione [e gli antefatti].
Straordinaria mi è parsa la protagonista, presenza evanescente, seppure essenziale e sostanziale per lo sviluppo della storia. Ed altrettanto bravo nella sua inquietante follia Stanley Tucci, l'irriconoscibile Nigel de "Il diavolo veste Prada".
Nonna Lynn: "Susie è in cielo"
Buckley: "Lindsey dice che il cielo non esiste"
Nonna Lynn: "Va bene allora Susie è morta"
Buckley: "Nonna anche tu morirai perché sei vecchia"
Nonna Lynn: " Io vecchia? Non si è vecchi a 35 anni"

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